Venerdì in Vintage Con DJ Angelino

Scotch

quarant’anni fa, c’erano gli Scotch, alias David Zambelli e Walter Verdi, produttori discografici a cui poi si aggiunse la voce di Vince Lancini. E il primo loro pezzo, datato 1983, non fu solo un successo ma anche una sorta di premonizione dei tempi odierni: si intitolava Penguin  Invasion, “l’invasione dei pinguini”. A sei ragazzi, forse, staranno suonando le orecchie. Ma c’è di più. Il più grande successo degli Scotch, infatti, arrivò un anno più tardi, nel 1984, quando portarono in Italia e nel mondo (in Germania divenne un vero tormentone) Disco Band, brano che divenne famoso per il colpo di tosse che lo caratterizzava, nato per scherzo e diventato invece un tratto distintivo unico come dimostra il fatto che il videoclip è ambientato in una stanza d’ospedale dove un gruppo di pazienti balla. In questi giorni di Coronavirus nei quali anche un colpo di tosse è in grado di seminare il panico, Disco Band diventa una sorta di simbolo di come, forse, dovremmo tornare a vivere con maggior leggerezza. Anche con un po’ di tosse Da qui nacque la italo dance.

Che cos’è  l’Italo Disco?
Chiariamo subito che l’Italo Disco è un genere molto preciso che si basa su sonorità ben riconoscibili. A volte  quando indicano gli Scotch come il più importante gruppo del genere, perché in realtà noi abbiamo sperimentato molto. Nei nostri pezzi ci sono anche chitarre (all’epoca bandite nel genere) ed effetti sonori particolari, talvolta anche bizzarri, come la  tosse campionata nel brano Disco Band. Noi italiani vendevamo tanto all’estero, ma non solo gli Scotch: anche altri nomi che hanno fatto storia, come P. Lion e Ken Laszlo. L’epoca d’oro è durata circa sei, sette anni: dal 1989 in poi anche noi abbiamo preso altre strade. Hanno pubblicato 10 singoli e 2 album.

Ken Laszlo

Ken Laszlo nasce a Mantova nel 1954 con il nome di Gianni Coraini. Già da piccolo sviluppa una grande passione e talento per la musica, si iscrive al conservatorio e già a 15 anni inizia a suonare e cantare nei bar, ma anche in locali e discoteche.

Il successo arriva nel 1984 grazie alla canzone Hey Hey Guy, pubblicata con l’etichetta Memory Records: un successo non solo in Italia, ma anche in molti altri Paesi dell’Europa, Asia e America del Sud. Nel 1985 e 1986 escono anche Tonight, Don’t Cry e 1.2.3.4.5.6.7.8.

Le canzoni passano in radio e nei locali per vari anni, cumulando nel complesso circa 1 milione di copie vendute.
Ken sopravvive come cantante fino alla fine degli anni 80, il tramonto dell ’italo disco in Italia.

Negli anni 90 si dedica a creare canzoni dance, collaborando con Clara Moroni, ribattezzata da Vasco Rossi “la Ferrari del rock”; con lei Gianni farà anche una cover di  Video Killed The Radio Star dei The Buggles e tanti altri brani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.