Viaggio nell’Italia della Musica – In Trentino Alto Adige con la tradizionale musica folk, il britpop e la Disco Music

Continua il nostro viaggio nell’Italia della Musica, per ricordare i migliori artisti, i più significativi e sempre attuali nel panorama musicale Italiano. Oggi siamo in Trentino Alto Adige, Regione più settentrionale d’Italia, il suo territorio prevelentemente montuoso è attraversato dalle Dolomiti e dalle Alpi, catene montuose che caratterizzano il paesaggio alpino, tipico di montagna, costituito da numerose Valli, la più estesa è la valle dell’Adige, altre sono la Val di Non, la Val di Fiemme o la Val Gardena. A sud della Regione il territorio è caratterizzato dalle Prealpi venete è più collinare, la Valle dei laghi  e parte della Valle dell’Adige sono toccate dalla punta del Lago di Garda e dal Fiume Adige che prosegue e si snoda poi verso nord  in tutta la Regione. Il Trentino Alto Adige confina a nord con l’Austria e in parte a nord ovest con la Svizzera questo contribuisce ad avere una mescolanza di culture tra le diverse comunità montane, nell’area del Trentino la maggioranza della lingua parlata è l’italiano mentre nell’Alto Adige è il tedesco, in diversi comuni vicino all’Austria invece è prevalente la lingua ladina, dialetto parlato nell’area dolomitica.

La città capoluogo di Regione è Trento, situata nella valle del fiume Adige. Città di origine romana è sorta su uno sperone roccioso ( il Doss Trento) situato sulla riva destra del fiume Adige, che oggi attraversa la città, era un accampamento militare romano. La città si sviluppò su una pianta quadrangolare, delimitata da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l’accesso. Era dotata di tutte le infrastrutture tipiche di un importante centro romano, era un importante snodo viario per la presenza nel suo territorio della Via Claudia Augusta, principale via militare verso il nord. Nel tempo la città dopo il dominio longobardo entrò nella sfera di influenza germanica. Nel 1027 venne istituito il Principato vescovile di Trento, che durò fino al 1803. Negli anni a cavallo tra Settecento e Ottocento la città passò prima ai francesi e poi agli Asburgo. Trento divenne italiana solo dopo la prima guerra mondiale (1918). Oggi la città sede di università e istituti di ricerca, ricca di iniziative culturali e spettacoli, è considerata “destinazione turistica culturale di frontiera”, ponte tra l’Italia e l’Europa. Alcuni luoghi di interesse sono il maestoso Duomo di S. Virgilio, dedicato al patrono della città, Il Castello del Buonconsiglio e Il Palazzo Pretorio con la Torre Civica situato nel centro di Trento.

Nel panorama musicale la Regione è caratterizzata dalla musica folkloristica, dai tradizionali canti corali di montagna. Si tratta di un modo di cantare e interpretare gli eventi della vita che segue i ritmi della vita di montagna. I canti nascevano nei “filò” serali, già alla fine dell’Ottocento, in quel momento della giornata in cui i contadini potevano ritagliarsi uno spazio per loro per stare in compagnia, per riposare e soprattutto per raccontare. Il filò si svolgeva nelle stalle solitamente la sera con le mucche e i vitelli perché specialmente d’inverno e in montagna, dove il freddo è particolarmente pungente, quello era il luogo più caldo di tutti e il fiato delle bestie contribuiva a rendere confortevole l’ambiente. Le famigle si trovavano alla sera per chiacchierare e passare il tempo in amicizia, proprio in questo contesto, il folclore corale veniva tramandato da padre in figlio attraverso le generazioni. La nascita ufficiale del canto di montagna possiamo fissarla nell’anno 1926, quando un gruppo di amici appassionati diede vita al Coro della SOSAT (Sezione Operaia della Società Alpinisti Tridentini), un’associazione che per la prima volta si proponeva di portare la gente qualunque a conoscere la montagna, ad abitarla e a farle compagnia cantando, nome successivamente modificato in Coro della SAT; i brani fino ad allora ad una sola voce, vennero così riadattati e “armonizzati” nella struttura classica a 4 voci maschili: alla melodia principale, eseguita generalmente dai tenori primi, vennero così aggiunte le altre tre voci “di contorno”: tenori secondi, baritoni e bassi. Dal lontano 1926 molti cori hanno seguito l’iniziale esempio del Coro della SAT, al punto che ai giorni nostri quasi ogni comunità trentina ha un proprio coro, ciascuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. I cori rappresentanti musica colta e musica popolare si esibiscono in momenti di aggregazione sociale come i matrimoni, celebrazioni religiose, le feste dei coscritti, il carnevale, le feste dell’uva o anche importanti manifestazioni canore.

Se da un lato la regione è caratterizzata dai canti popolari tirolesi, dall’altro nel panorama della musica italiana che più conta ricordiamo due artisti trentini che hanno avuto successo in Italia e a livello internazionale.

Il primo è Daniele Groff, di Trento, cantautore che tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 ha creato innovazione portando in italia sonorità del genere britpop, direttamente da Londra. Durante la sua breve ma intensa carriera Daniele ha collaborato con diversi artisti italiani tra cui: Renato Zero, Lucio Dalla, Jovanotti, Irene Grandi, Max Pezzali, Edoardo Bennato, Claudio Baglioni.

Il secondo artista, il più importante, è nientemeno che Giorgio Moroder, di Ortisei,  è il Rè della Disco Music. Ottenne successo in tutto il mondo verso la fine degli anni 70 inventando un nuovo genere musicale, la Disco Music, con l’utilizzo dei sintetizzatori produsse musica per Donna Summer, successivamente produsse album da solista come “From here to eternity” facendo ballare intere generazioni soprattutto nelle discoteche. Ma la sua carriera non si è mai fermata, oggi a 81 anni si esibisce ancora in qualche dj set  ed è fonte di ispirazione per i produttori del genere dance/house attuale.

E voi cosa ne dite ? Vi aspettavate una Regione così varia riguardo la produzione musicale ? fateci sapere cosa ne pensate qui sotto nei commenti

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