“La musica mi ha aiutata nei momenti più difficili”

ZpZMHz per il sociale

Oggi ZpZMHz vuole uscire da i suoi schemi e vuole raccontare la storia di Valeria e la sua disabilità.

Valeria Carletti “I primi anni al liceo sono stati un incubo per me: ero all’Alfieri e i miei compagni – molti erano fighetti – non mi calcolavano. Non avevano mai avuto a che vedere con la disabilità. È allora che ho iniziato ad andare ai concerti dei Nomadi. Uno dopo l’altro. E ho conosciuto un sacco di gente, ci ritrovavamo. I Nomadi mi hanno dato la vita, sotto al palco era un altro mondo”. Poi i palchi si sono moltiplicati, così gli artisti: Battiato, i Modena City Ramblers, Diodato, Brunori Sas. “La musica mi ha aiutata nei momenti più difficili”. E quando la pandemia l’ha spenta? “Ho preso un cane”, sorride la torinese Valeria Carletti, e accarezza l’inseparabile Luna che dorme rannicchiata sulla carrozzina con lei.

o dice al tavolino del Cafè Des Arts di via San Massimo, tra i suoi posti preferiti, ma anche lì devono aiutarla con la sedia elettronica da 130 chili. Ha 43 anni e dai tempi dei Nomadi tante cose sono cambiate. Valeria ha finito il liceo, “gli ultimi anni sono stati meglio, i compagni mi hanno capito e poi – ride – qualcuno lo facevo copiare dal computer”. Poi la laurea in Scienze internazionali con 110 e lode, ” ma avrei potuto divertirmi di più”, e oggi il lavoro con Unipol. La disabilità è cambiata, costringendola alla sedia a rotelle. Ma ciò che è rimasto uguale è la sfida dell’accessibilità agli eventi.

Così è nata l’idea dell’Oltranza Festival per abbattere le barriere architettoniche nei luoghi di cultura torinese. L’evento sarà il 17 e 18 settembre all’Hiroshima Mon Amour e saràraccontato domani dalle 18 al Magazzino sul Po nella rassegna Magazzino a Cielo Aperto, con i partner Stranaidea impresa sociale e Aps si può fare.

È stata lanciata la raccolta fondi sulla piattaforma Eppela lanciatadalle associazioni Soundset Aps e Indiependence, di cui sono presidenti Eleonora Cappelluti e Gigi Cosi, in arte Ella Nadì e Bandini. C’è l’impegno di molti, tra cui l’amico Aldo Tromba e la cantautrice Vea. E gli incassi saranno devoluti al cineteatro Maffei per una rampa per disabili. In parallelo la sensibilizzazione con gli artisti che Valeria Carletti – musa ispiratrice – ha conosciuto nei tanti concerti, centinaia finora.

“A Torino – racconta – vado in tanti posti da sola. Ma in tanti altri non posso. Mi accontenterei di entrare, senza andare in bagno. Non sempre è colpa dei locali, a volte deve intervenire la Sovrintendenza. Capisco la tutela dei beni storici ma si devono tutelare i disabili, anche se fosse solo uno ” . La vita, aggiunge, ” è l’arte dell’incontro e specie dopo questa pandemia abbiamo bisogno di incontrare gli altri e di luoghi in cui tutti si possa entrare “. Ma succede che molte volte la determinazione non basti e lei debba farsi accompagnare da persone che paga, “e se ne va lo stipendio ” . A volte cambia carrozzina. Più leggera, ma meno autonoma. E quando i posti destinati ai disabili sono dietro “vado davanti, si fa male chi mi viene addosso. Ma io ho la faccia tosta, c’è chi rinuncia”. Per ogni evento c’è una foto con l’artista: niente autografi, quelli non li chiede. Tra gli ultimi Pala Alpitour con Brunori, “lo seguo da sempre, è stato come vedere un amico che ce la fa ” . Anche lui ha partecipato alla campagna. Gli artisti “hanno qualcosa in più, non si fermano davanti alle apparenze. A me piace la gente matta e loro lo sono, più o meno tutti. Matti buoni, ovvio. Ma anche lì, come fuori, c’è gente che si comporta come se fossi un’idiota. E così mi comporto come se lo fossi. Non riesco ad arrabbiarmi. Ma è bruttissimo. Ci devo lavorare”.

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