TAMMURRIANTI World Project presentano “Sole a luntano”

TAMMURRIANTI
World Project

presentano “Sole a luntano” il singolo che anticipa il debut album “Mani Sicure” in uscita il 27 maggio per la label  SoundFly.

Mani Sicure” è il primo lavoro discografico di “TAMMURRIANTI World Project”, progetto musicale ideato e diretto da Michele Maione e Emidio Ausiello, musicisti molto attivi e versatili nel panorama della musica partenopea. 

Il disco, in uscita su tutte le piattaforme e negli store più importanti in Italia, è pubblicato dall’etichetta discografica SoundFly.Questo lavoro prende vita dopo anni di collaborazione e ricerca dei due percussionisti, che nel 2008, pubblicarono l’opera didattica in dvd “TAMMURRIANTI”, ed in seguito hanno cominciato a lavorare ad una musica ispirata all’universo dei tamburi a cornice. 

Tali strumenti vengono intesi non soltanto come oggetti sonori, ma come espressione di un legame culturale e musicale tracciato in maniera metastorica attraverso lo spazio e il tempo.Infatti il tamburo a cornice, nelle sue molteplici forme, è presente in ogni cultura del mondo, dal Sud Italia al Sud America attraversando il Mediterraneo e l’India, persistendo da oltre 6000 anni.“Mani Sicure” si compone in gran parte di brani originali, fra cui tre strumentali, e in piccola parte di brani tradizionali reinterpretati.

L’album è un invito a ritrovare una dimensione umana e condivisa della musica, un invito all’accoglienza, al non diffidare del prossimo.

Valori tramandati dai maestri della tradizione con cui i due percussionisti sono stati a contatto per anni.

Difatti Il grande patrimonio della tradizione popolare del Sud Italia è senza dubbio alla base del percorso musicale di T.W.P., che si sviluppa oltre che su un binario musicale, su quello concettuale.

Come ad esempio il concetto tradizionale della festa, intesa non come effimero divertimento, ma come momento in cui una comunità si guarda negli occhi e si accetta nonostante le contraddizioni dell’animo umano.“Mani Sicure” inoltre, ribadisce il modus operandi di Maione e Ausiello diviso fra gioco, un pizzico di follia e estrema ricerca, che strumenti come i tamburi a cornice necessitano affinché riescano a dialogare con linguaggi e strumenti più moderni come sintetizzatori e drum machines, creando così una musica nuova e a fuoco nell’epoca attuale. 

Per quanto riguarda i testi, è stata fatta una scelta precisa di utilizzare dialetti principalmente campani o comunque del Sud Italia, nonostante le musica abbia influenze da tanti Paesi del pianeta.

Tale scelta è stata fatta per affermare l’identità e l’attaccamento al proprio territorio del gruppo, ma senza campanilisti e folklorismi, semplicemente il Sud Italia come punto di osservazione del mondo.

La formazione attualmente è composta da:

Michele Maione: frame drums, percussions, marimba, balafon, vibraphone, electric mandola, synthesizers; 

Emidio Ausiello: frame drums and percussions; 

Enzo “Tammurriello”: vocal and “tammurro”; 

Andrea Esposito: Electric violin – mandobird

Il progetto è però da sempre stato aperto a tante collaborazioni artistiche, non solo di musicisti ma anche di artisti figurativi, danzatori, attori e performer di vario genere.

Tra i gli ospiti che hanno impreziosito il lavoro figurano il compositore Savio Riccardi al pianoforte , l’ensemble di archi Ondanueve string quartet, il bassista Roberto d’Aquino, il chitarrista Marcello Giannini, la vocalist performer Sonia Totaro, la zampogna di Tommaso Sollazzo, Il gruppo di tamburi a cornice “Tammurianti Ensemble” .

Per la scrittura di alcuni brani T.W.P. sei è avvalsa della collaborazione della cantautrice Flo e dell’autore Franco Maione.

TrackList:
Mani Sicure
A Rareca – Facesse luce 
La Perduta Danza
Tammurrianti
Luna Nova
Kanaghis
Sole A Luntano
Tammurriata p’ ‘o Stocco
Nanna Nanna Piccinnu Miu

Mani Sicure è il brano che da il titolo all’album. Si tratta di una tarantella strumentale con dei chiaroscuri molto marcati, evidenziando così il percorso tipico di questa danza, dall’oscurità del buio alla luce del sole e al cielo stellato. Il brano infatti dopo un’introduzione molto cupa si apre man man fino all’esplosione centrale con un guizzo della zampogna suonata magistralmente dal cilentano Tommaso Sollazzo. Inoltre nel finale c’è un’ulteriore apertura con un canto liberatorio a due voci, “Rosabella di Milano” tipico delle tradizioni del Nord Italia ma ritrovato anche in Calabria.
A Rareca – Facesse luce sono le due canzoni realizzate insieme alla cantautrice Flo.
La prima è l’invito a non disperdere le proprie energie vitali nel superfluo e nel superficiale; a ritrovare nuovamente la nostra essenza di esseri umani: il corpo, la danza, la festa, il rapporto con la terra e i suoi abitanti.
La seconda è una canzone d’amore, più propriamente la dichiarazione d’amore di un innamorato disposto a donare ogni bellezza del creato per celebrare l’oggetto del suo desiderio, ma nulla di ciò che ha è abbastanza.
Dice la cantautrice: “Al di là dei temi, che tutto sommato sono stati ampiamente scandagliati nella canzone popolare, quello che mi interessava realizzare erano testi dal linguaggio arcaico.
Usare la parola come sortilegio, invocazione primaria, simbolo e non solo suono e significato.”
La Perduta Danza è un brano strumentale ispirato al concetto del gesto rituale inteso come recupero degli equilibri vitali, consentendo la rigenerazione del proprio corpo. Concetto oggi quasi del tutto scomparso a favore del mero intrattenimento. Infatti il brano si evolve quasi in una danza macabra piena di dissonanze e ritmiche urban.
Tammurriant è il primo brano composto da Maione e Ausiello. E’ una dedica a tutti i “suonatori” di tamburi che, “da che mondo è mondo”, si ritrovano all’interno dei cerchi rituali dal Maghreb all’Asia, dal Sud Italia al Sud America, dal Mali alla Palestina, esprimendo devozione, sacralità, amore, vita…
In questa versione c’è la partecipazione di una parte dell’ensemble Tammurrianti, orchestra di tamburi a cornice composta da oltre 50 elementi.
Luna Nova è un brano della tradizione classica partenopea che T.W.P. ha riletto in occasione dello
spettacolo teatrale da loro prodotto “La Canzone Di Zeza”. Nel brano c’è una citazione recitata della
Virrinedda, canto tradizionale siciliano conosciuto al pubblico grazie all’interpretazione di Rosa
Balistreri. I due testi sono stati messi insieme per gioco ad evidenziare due modi completamente
opposti di trattare l’amore. Uno molto aulico, l’altro estremamente crudo, ma entrambi esprimono
un livello poetico insuperabile.
Kanaghis è un brano strumentale, in questa versione arricchito dalla presenza degli Ondanueve
String Quartet. Racconta la suggestione di un musicista turco, che in seguito ad un viaggio in
Salento, rimane affascinato e ipnotizzato dai ritmi che scandiscono le feste tradizionali del sud
Italia.
La struttura del brano strumentale alterna suoni e ritmi di entrambi i contesti culturali. Una parte
più introspettiva, fatta di fioriture e abbellimenti su di un ritmo zoppicante, l’altra altra più solare
data dal ritmo incalzante tipico appunto della musica popolare salentina.
Sole A Luntano è un brano dal sapore rock-tuareg, in cui l’dea musicale di Maione e Ausiello incontra la penna di Franco Maione.
Il continuo ripetere “nuie simme ianche cu l’anema nera” come fosse un mantra vuole mettere in evidenza le contraddizioni in ognuno di noi. Siamo accoglienti, ma siamo un po’ razzisti. Siamo democratici, ma ci facciamo affascinare da un capopopolo di turno. Siamo per la famiglia, ma la violenza contro le donne e i bambini è in costante aumento. In sintesi siamo dei “democratici incompiuti”.
Tammurriata p’ ‘o Stocco è un brano dedicato a due personaggi della tradizione campana. Il primo è Tonino detto “Stocco”, artigiano sopraffino di tamburi. Il suo laboratorio è un luogo incredibile, un pò per la bellezza dei tamburi che realizza insieme a sua moglie Raffilina, un pò per le miriadi di storie, sempre diverse, che entrambi raccontano. La magia di quel luogo è dovuta probabilmente alla sua storia, fatta di migliaia di “tammurrianti” che ancora oggi si avvicendano, per prendere un
buon tamburo, per scambiare due chiacchiere, forse per ritrovare in qualche modo le proprie radici, quelle più aristocratiche, oppure chissà per quale altro motivo.
L’altro personaggio a cui è dedicato il brano è la “suonatora” di tamburo Rosa Nocerino, scomparsa diversi anni fa ma che oggi possiamo ascoltare da alcuni documenti musicologici. Proprio da questi si evince un ritmo incredibilmente forsennato, sul quale i “cantatori” maschi facevano fatica a starle dietro, in uno stile di musicale dove solitamente avviene il contrario, ossia è il tamburo ad accompagnare le variazioni metriche della voce. Per cui Maione e Ausiello hanno immaginato una
piccola storia di riscatto femminile attraverso un semplice ritmo di tamburo.
Ne è venuta fuori quindi una tammurriata anarchica e senza inutili connotazioni geografiche locali.
Semplicemente ciò che questi personaggi hanno restituito agli occhi e all’immaginazione dei due musicisti.
Nanna Nanna Piccinnu Miu è una ninna nanna salentina, anch’essa tratta dallo spettacolo teatrale “La Canzone di Zeza”. La ninna nanna tradizionale è una forma musicale dal carattere fortemente drammatico, in cui il sonno, inteso come sospensione temporale, è paragonato alla morte da scongiurare attraverso la forza della formula. L’idea è quella di creare un arrangiamento che mettesse in evidenza tale carattere tipico di questa forma. In questa versione i sintetizzatori, le drum machines si mescolano con i tamburi e il pianoforte suonato dal compositore Savio Riccardi.

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I musicisti Michele Maione ed Emidio Ausiello si incontrano nel 2006 suonando come solisti nel progetto “tamburellando” orchestra di tamburi a cornice diretta dal maestro Arnaldo Vacca.
Successivamente a questa importante esperienza i due percussionisti danno inizio ad un ambizioso progetto che culmina nella realizzazione del primo video didattico italiano sulle tecniche tradizionali della tammorra e del tamburello.
Il lavoro, intitolato “tammurrianti” vol 1. Metodo pratico per tammorra e tamburello, viene prodotto dalla “polosud record” e distribuito dalla “ird” in scala nazionale e internazionale attraverso il circuito degli store “feltrinelli”.
Prendono parte a questo progetto importanti artisti nel panorama della musica etnica italiana come: Annacinzia Villani (Puglia- notte della taranta), Valentina Stella (Campania) ecc…
La prefazione del libro, contenuto all’interno del cofanetto, e’ stata affidata al grande e compianto maestro Antonio Infantino.
All’uscita dello stesso numerose sono state le scuole di musica, licei musicali, che hanno richiesto l’incontro con gli autori per la presentazione, ma soprattutto c’è stato l’interessamento da parte dei conservatori di Avellino, Napoli e Benevento che hanno organizzato stage e workshop con i due musicisti.
Di grande rilievo anche la partecipazione al prestigioso “frame drum italy” festival che si avvale della presenza di percussionisti tra i più famosi al mondo.
Nel contempo la naturale intesa e feeling musicale che contraddistingue i due musicisti li porta alla collaborazione in numerosi concerti live con band come: Daniele Sepe, M’barka Ben Taleb, Gigi D’Alessio, Pietrarsa ecc….
Tra le collaborazioni risalta quella nel quartetto di percussioni “meditamburi”, ensemble ideato dal maestro Paolo Cimmino con il quale realizzano successivamente il disco “Antichi viaggiatori”.
Tammurrianti in seguito diventa sempre di più un progetto musicale ispirat0 all’universo dei tamburi a cornice. Realizzano una serie di brani avvalendosi di collaborazioni con artisti come: Flo, Nando Citarella, Pepp-oh ecc…
I brani realizzati hanno ispirato i due musicisti ad un concerto live dinamico e coinvolgente che oltre a proporre composizioni inedite compie un viaggio nella musica tradizionale del mondo con linguaggi e strumenti più moderni come sintetizzatori e drum machines, creando così una musica nuova e a fuoco nell’epoca attuale.
Per due stagioni teatrali i Tammurrianti sono andati in scena con “La Canzone di Zeza” opera
popolare che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica.
Dal 2021 la formazione stabile si arricchisce del violinista/mandolinista andrea esposito (Peppe Barra- Ondanueve string quartet) e al cantante performer Enzo “Tammurriello”. Tale formazione debutta presso il Théâtre des Variétés di Monaco riscuotendo un notevole successo di pubblico.
Nel 2022 esce il primo lavoro discografico Mani Sicure con l’etichetta SoundFly


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