Prozac+, band punk/rock anni 90

Tra i migliori cantanti e band che proponiamo oggi, per rappresentare l’Italia della musica, c’è la band friulana dei Prozac+ che si forma sulla scena musicale indipendente a metà degli anni 90.

Gruppo di Pordenone del genere punk/rock alternativo, si fa subito notare anche per il nome controverso che deriva da quello commerciale di un farmaco antidepressivo, la fluoxetina (Prozac) già solo per questo verranno subito notati negli ambienti della musica indipendente. Il gruppo formato ufficialmente nel 1995 dalla bassista Elisabetta Imelio, dal chitarrista Gian Maria Accusani e dalla cantante Eva Poles, con la famosa etichetta discografica Vox Pop, ha fatto molta gavetta prima di arrivare ai successi che hanno fatto esaltare e saltare intere generazioni di giovani, di quegli anni a cavallo tra la fine dei 90 e l’inizio dei 2000. Anche chi non ama il genere punk avrà sicuramente canticchiato almeno una volta un pezzo “Acido Acida”. Il brano venne trasmesso ovunque negli anni del successo, dalle radio nazionali ma soprattutto su Mtv, periodo dove la televisione musicale era il perfetto trampolino di lancio per molte band indiependenti.  Hanno raggiunto il successo facendo scandalo, con il loro stile musicale incalzante e diretto e con la presenza scenica unica ed energica, grazie alla frontgirl Eva Poles. Durante i loro concerti i fan erano scatenati, i più esaltati ripetevano rituali punk: sputavano e tentavano di invadere il palco, “pogavano” e urlavano qualche amichevole volgarità all’indirizzo della band.

I loro testi, scritti tutti da GM (pseudonimo di Gian Maria Accusani),  raccontano storie sul disagio giovanile, temi come le droghe, la solitudine, l’inconsapevolezza e il malessere esistenziale. In alcuni brani cult come “Betty tossica” suonano: “Ha 15 anni ma ne mostra 30/ vive nei parchi assieme ai gatti/ tutti si innamorano di Betty tossica/ un’eroinomane, la più bella che c’è”. In altri brani come “Stonata” (“Mi sento bene/ solo se mi faccio male.”) o in “Ordine e disordine” (“Mi uso e abuso di me/ mi spingo sempre oltre il limite/ Ma il limite non so più dov’è, il limite non esiste”) sono sempre presenti riferimenti che fanno scandalo. Il gruppo viene accusato di tossicofilia, dai media, e di incitare i giovani all’utilizzo di sostanze stupefacenti, loro affermano che nei loro testi “non fanno altro che mostrare un approccio laico e non moralista al disagio giovanile”.

Nei primi anni con l’etichetta discografica indipendente Vox pop fino al 1997 ottengono un discreto successo senza brillare. Il primo album “Testa Plastica” con brani come “Pastiglie” e “Lagami/Niki” nonostante le buone critiche ottenute, non ottiene un buon successo commerciale anche a causa di problemi con la distribuzione. I Prozac+ iniziano comunque un lungo tour promozionale di circa 200 concerti, che si conclude nell’estate del 1997.

Con la chiusura della Vox Pop e il passaggio alla EMI Music arriva la popolarità, sempre nel 97 hanno l’occasione di collaborare con gli U2 nelle due tappe italiane del loro PopMart Tour, a Roma e Reggio Emilia. Si affermano nel panorama italiano della musica con gli album AcidoAcida (1998) e 3Prozac+ (2000), diventano la band di culto del genere punk/rock con brani come “Acida”, “Betty Tossica”, “Angelo”, “Cagna”

Negli anni il gruppo cambia gusto melodico ed arrangiamenti, seppur rimanendo saldamente nell’ambito del Punk. I testi confermano l’ironia che li aveva distinti nei primi lavori, mantenendo comunque la volontà di raccontare il malessere esistenziale giovanile. Escono gli album “Miodio” (2002) e “Gioia nera” (2004)

La band non si scioglie ufficialmente ma, con un’ultima esibizione nel 2007 dopo la pubblicazione della raccolta “The Best Platinum collection“, sancisce la fine simbolica della band. Ci vorranno più di 10 anni per riascoltare la formazione al completo: nel 2018, la band annuncia una “reunion” per sole due date, a Milano e a Treviso, in occasione del ventesimo anniversario dall’uscita di “AcidoAcida“.

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