Piero Ciampi – Piero Litaliano

Una delle figure cult più significative della scena dei cantautore italiani, Piero Ciampi è un tipico esempio di artista la cui importanza è stata universalmente riconosciuta solo dopo la sua morte. Poeta romantico e maledetto, Ciampi viene spesso paragonato a un’altra figura tragica, Luigi Tenco, con quest’ultimo infine distrutto dalla milza, il primo dall’alcolismo. Nato a Livorno il 18 settembre 1934, Piero Ciampi formò la sua prima band con i suoi due fratelli, e assunse il ruolo di cantante. Durante il servizio militare a Fano, incontrò il musicista e futuro produttore Gianfranco Reverberi, con il quale formò un quartetto, e quando tornò a Livorno suonò il contrabbasso in alcune orchestre locali. Poi, nel 1957, si trasferì a Parigi, dove iniziò a scrivere le proprie canzoni e ad eseguirle nei bistrot del Quartiere Latino, dove incontrò anche artisti come lo scrittore Louis-Ferdinand Céline e il filosofo e scrittore esistenzialista Jean-Paul Sartre.Nel 1959 Ciampi tornò in Italia e Reverberi lo invitò a Milano per intraprendere la carriera di musicista e cantante professionista. Qui divenne amico di artisti del calibro di Luigi Tenco e Gino Paoli, e pubblicò i suoi primi dischi sotto il nome di Piero Litaliano. Il primo singolo di Ciampi, “Conphiteor”, fu pubblicato nel 1961; il suo singolo di maggior successo, “Lungo Treno del Sud”, arrivò nel 1963. Nello stesso anno Piero Litaliano pubblica anche il suo omonimo album di debutto, che vende male ma rivela una forte personalità artistica e poetica. Sarebbe stata la sua ultima uscita del decennio. A causa della sua natura irrequieta e della pericolosa passione per l’alcol, si trasferì in Europa per la restante parte degli anni ’60, si sposò e divorziò e per un certo periodo fu direttore artistico dell’etichetta discografica italiana Ariel. Nel 1967 Ciampi scrisse e produsse un album – Lucia Rango Show – per la cantante per lo più sconosciuta Lucia Rango. Durante questo periodo, Ciampi preferì essere riconosciuto come poeta piuttosto che come musicista.Nel 1970 Ciampi incontrò l’arrangiatore e produttore Gianni Marchetti, con il quale in seguito avrebbe creato la sua migliore musica. Il primo risultato della loro partnership fu il singolo “Barbara Non C’È”, seguito nel 1971 dall’album Piero Ciampi, il suo primo vero capolavoro che presentava alcune delle sue composizioni più importanti, tra cui “Il Vino”, una dichiarazione del suo amore per il vino, sia rosso che bianco. Sebbene sia ora considerato uno dei più importanti dischi italiani del suo decennio e oltre, vendette molto male, così come il suo seguito, l’altrettanto bello Io e Te Abbiamo Perso la Bussola, pubblicato due anni dopo. Le collaborazioni con Carmen Villani e Ornella Vanoni furono pianificate e interrotte a causa dell’inaffidabilità di Ciampi, anche se le cose andarono meglio con la sua concittadina Nada, per la quale scrisse le canzoni incluse nel suo album del 1973, Ho Scoperto Che Esisto Anch’Io. Pubblicato nel 1975, Andare Camminare Lavorare e Altri Discorsi è stato un’antologia che comprende due brani inediti, uno dei quali è “Andare Camminare Lavorare”, mentre Dentro e Fuori del 1976 era un doppio LP composto interamente da nuove canzoni. Nello stesso anno fece una famosa apparizione al club Tenco festival di Sanremo, una registrazione della quale sarebbe stata pubblicata nel 1995 come parte di una collezione intitolata Live al Tenco ’76, Inediti e Provini.Tuttavia, alla fine degli anni ’70 le apparizioni pubbliche di Ciampi erano diventate sempre più rare a causa dei suoi crescenti problemi con l’alcolismo. Contrariamente alle aspettative, tuttavia, ciò che alla fine lo uccise non fu la cirrosi del fegato ma il cancro alla gola, che mise fine alla sua vita il 19 gennaio 1980, a Roma. Da quel momento in poi, molti dei suoi colleghi hanno iniziato a rendere omaggio a Ciampi e alla sua musica – il primo è Gino Paoli con Ha Tutte le Carte in Regola del 1980 – e critici e pubblico si sono gradualmente resi conto dell’importanza delle sue opere, al punto che ora i suoi dischi, così poetici e malinconico, sono considerati pietre miliari.

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