Metal e musica classica: due mondi a contatto. Maestro Mistheria e “Keys of Eternity”

ZeroPuntoZeroMHz ripropone un grande artista del gruppo di Wanikiya Record, il grande pianista Maestro Mistheria.

Non si tratta di immaginarsi Paganini con una Fender Stratocaster o Mozart intento a esercitarsi coi doppi pedali di una batteria, quanto più ad analizzare e a riconoscere le influenze che tali compositori e altri celebri nomi del passato (oltre che ai relativi stili) hanno avuto sulla nascita e diversificazione di uno dei più controversi e diffusi generi musicali al mondo, ovvero l’Heavy Metal.

Il pianoforte è stato e continua ad essere uno degli strumenti musicali più popolari e influenti della nostra storia. Nel corso dei secoli ci sono stati molti pianisti famosi, alcuni classici, altri contemporanei e altri ancora moderni. Ma tutti questi musicisti avevano qualcosa in comune. Hanno ridefinito il suono e lo stile dello strumento in un modo che ha cambiato la musica per sempre.

I cultori e gli esperti di musica classica troppo spesso inorridiscono al solo pensiero che un artista rock possa esibirsi in modo classico. Dall’altra parte, chi ama il rock fatto in un certo modo, non apprezza particolarmente certe produzioni di artisti che propongono album o concerti accompagnati da orchestra.

Eppure, la storia del rock, da moltissimo tempo, è costellata di uscite musicali di artisti che hanno avuto il coraggio di affiancare il genere classico a generi come l’heavy metal, l’hard rock, il metalcore, l’indie, il glam, l’elettronica.

Maestro Mistheria infatti è un ricercato compositore di musica classica contemporanea che ha collaborato con musicisti leggendari, tuttavia ha anche un altro volto, meno noto al grande pubblico, che lo eleva ad un livello artistico superiore rispetto ai colleghi della scena indipendente.

Keys Of Eternity è un disco tra il newage ed il contemporaneo classico, ma che intende amalgamare anche con elementi nuovi il mondo della composizione pianistica classica.

Perigenia apre un disco con sintetizzatori ariosi, espressivi, per trasportarci in successivi e cadenzati tasti di pianoforte in Voice of the Heart. Attento su ogni nota, soppesata in ogni scelta tonale. 

Naibi è una composizione triste, melanconica, semplice, come in Lullaby for Simone, questa volta il cielo musicale si dirama di nubi, tingendosi di scuro e portando con sé un dolore profondo. Maggiormente ricco di variazioni sul tema è Teslina Sonata, gli arrangiamenti sono volutamente non ricercati, sono plausibilmente chiari e non forzati. L’offerta musicale di questo disco si arricchisce con Frozen Keys, con un’espressività poetica, classica, una tipica composizione di altri periodi storici, intrisi di passione ed amore. L’esecuzione è precisa, molto curata e ricercata nelle sospensione delle note, come nella traccia Coming Back, con una dinamica ridotta.

La melodia affiora tra le note in One Day in Heaven, ancora una scelta chiaramente semplice, con innesti digitali ad arricchiscono la sonata del pianoforte.

Maestro Mistheria si dimostra un ottimo esecutore, con un’impostazione classica che emerge nella successiva Song Without Words e in Memory.

Keys Of Eternity, come per ogni composizione classica contemporanea, necessita di un ascolto attento, silenzioso, meditativo, romantico, ragionevolmente introspettivo, senza cercare di tralasciare nulla al caso.
Un disco dedicato ai soli appassionati, ma che potrebbe lasciarvi stupiti chiunque lo ascolti.

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