Giorgio Moroder, l’italiano che inventò la disco music (parte 2)

Giorgio Moroder è una figura particolare all’interno della musica pop, ha rivoluzionato il genere musicale introducendo sonorità elettroniche con l’uso del sintetizzatore. Pioniere della disco music soprattutto a partire da metà anni 70, il segreto del suo successo non sta solo nella qualità della sua musica ma anche nel suo modo di lavorare. Moroder è sempre attento agli sviluppi delle nuove tecnologie e ai nuovi suoni in ambito techno, la sua continua sperimentazione di nuove sonorità lo rende compositore, produttore discografico e dj tra i più geniali e influenti degli anni 70 e dei decenni a venire.

Continuiamo il racconto del suo percorso artistico dove ci eravamo fermati nella prima parte, nel 1977 quando il successone “i Feel Love” di Donna Summer, prodotto da Moroder, impazza nei club. E’ il definitivo affermarsi del genere della Disco Music, la gioventù è scatenata sulle piste da ballo anche imitando i sensuali movimenti del corpo e delle braccia della Summer.

Nello stesso anno Moroder, dopo aver prodotto diversi successi per altri artisti, decide di dare un impronta personale alla sua musica componendo il suo terzo album, il più famoso della sua carriera, “From Here To Eternity”. E’ un disco dalle sonorità totalmente elettroniche costruito sulle architetture dei sintetizzatori, per i testi che parlano di nightlife, amore e divertimento sono inserite voci metalliche e lontani echi femminili. Nel lavoro di Moroder ritroviamo il suono dei Kraftwerk ma pensato al piacere delle nuove generazioni che vogliono divertirsi sulle piste ballo nelle discoteche. Sul retro del disco è riportata la scritta “Only electronic keyboards were used on this recording”

Moroder è un creatore di atmosfere, a Berlino accade un altro fatto che segna il suo successo. Braian Eno e David Bowie erano all’Hansa Tonstudio, durante la lavorazione di “Heroes”. Eno entrò in studio e disse: «Ho sentito il suono del futuro» e fece ascoltare a Bowie “I Feel Love” firmata Summer-Moroder-Bellotte, «Eccolo qui, questo disco cambierà la musica da discoteca per i prossimi 15 anni…»

Tutti vogliono Moroder, si accorge di lui  anche il mondo del cinema, il regista Alan Parker chiama Giorgio chiedendo esplicitamente una canzone nello stile di “I Feel Love”. Era la prima volta che Moroder componeva la colonna sonora di un film, quella di “Fuga di mezzanotte” del 1978, con la quale l’anno successivo vince il primo dei tre premi Oscar della sua carriera. Nel 1984 vince L’Oscar nella categoria “migliore canzone” con “Flashdance…What a Feeling”, cantata da Irene Cara per il film culto “Flashdance”. Nel 1987 vince con “Take My Breath Away” scritta e prodotta per i Berlin e tratta dal film “Top Gun”. Produce altre musice per il cinema, insieme a David Bowie nel 1982 registra “Cat People”, per il film “Il bacio della pantera” di Paul Schrader, con Freddie Mercury nel 1984 registra il brano “Love Kills”, per la colonna sonora del film muto “Metropolis” di Fritz Lang.

Da  “Scarface” a “La storia infinita”, il suo contributo per il cinema è impressionante. La sua musica per i film ha fatto la storia tanto quanto le immagini stesse.

Moroder ha composto anche musica per importanti eventi sportivi, per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e per quelle di Seoul del 1988. Ha composto la canzone “To Be Number One” per il campionato mondiale di calcio di Italia ’90, in italiano “Un’estate italiana”, interpretata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini che ne scrissero il testo italiano. Anni più tardi scriverà anche la canzone per le Olimpiadi di Pechino nel 2008.

Negli anni più recenti, nel maggio 2013, esce “Random Access Memories”, il quarto album dei Daft Punk. È un disco molto atteso, il duo francese manca dalle scene da ben otto anni. Il disco è un vero e proprio viaggio musicale nel tempo nel quale i Daft Punk rielaborano le sonorità degli anni Settanta e Ottanta per farle rivivere nel presente. Anche il metodo di lavoro dei Daft Punk ricorda da vicino il periodo storico a cui si ispira. Per l’occasione affittano alcuni degli studi di registrazione più famosi del mondo e ingaggiano importanti musicisti e ingegneri del suono, per ricreare in maniera analogica le loro idee digitali. “Random Access Memories” è pensato e suonato come se i Daft Punk fossero una band.

Nell’album c’è un brano molto particolare, la traccia numero 3. L’idea geniale del pezzo vede Il produttore, musicista e compositore Giorgio Moroder raccontare la sua fantastica storia in un monologo appoggiato su una base musicale chiaramente ispirata alla sua musica e ai suoi tipici suoni ipnotici, quelli che hanno rivoluzionato la disco, il pop e ispirato la house e la techno. Grazie all’idea dei Daft Punk, il mondo riscopre uno dei musicisti più importanti del Novecento, un vero genio della musica: Giorgio Moroder.

Inizia così per Morder una seconda vita artistica che lo riporta in giro in tutto il mondo, dove si esibisce in qualche dj set. Negli anni il producer collabora con diversi tra i più grandi nomi del pop internazionale, da Madonna a Britney Spears, passando per Lady Gaga, Kylie Minogue e i Coldplay. L’ultimo album “Dèjà vu”, del 2015, racconta della volontà di rimettersi in gioco e scoprire territori ulteriori, lasciandosi contaminare dalle sonorità hip hop. L’attitudine è quella di sempre: rinnovarsi e lasciare un segno, modellando un suono fresco, contemporaneo ma che racconti la storia del pioniere della disco.

Produttore, compositore, innovatore: l’esperienza artistica di Giorgio Moroder è sempre stata all’insegna della sperimentazione, artista dall’energia creativa sempre costante data dalla fiducia nei i propri mezzi, capace di anticipare i tempi e creare un genere musicale nuovo, che ha fatto epoca, la Didsco Music. Gli anni passano ma Giorgio Moroder, ormai padrino della dance globale, rimane sulla cresta dell’onda come fonte di ispirazione per decine di produttori e ancora in grado di tirare fuori set epocali, con l’attitudine di chi è abituato a comunicare le proprie emozioni innanzitutto con la musica.

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