Giorgio Moroder, l’italiano che inventò la disco music (parte 1)

Uno degli artisti più innovativi nel campo della musica elettronica e pioniere in Italia e nel mondo di un genere che ha fatto epoca, la disco music, è Giorgio Moroder. Compositore, produttore discografico e dj tra i più geniali e influenti di sempre, capace a metà anni ’70 di cambiare il modo di produrre e ascoltare musica. E’ diventato celebre soprattutto per l’uso del sintetizzatore, sono numerosi i suoi successi internazionali, alcune famose hit e colonne sonore gli hanno consentito di aggiudicarsi tre premi Oscar.

Nato a Ortisei, in Val Gardena provincia di Bolzano (Trentino Alto Adige) nell’aprile 1940, da bambino cresce in un ambiente famigliare della media borghesia, composto da artisti, fra pittori, scultori e scrittori. Giorgio vive a contatto con l’arte ed è influenzato anche dal luogo in cui vive, vicino all’Austria, caratterizzato dalla mescolanza di culture diverse, italiana, tedesca e ladina. Da adolescente frequenta una scuola d’arte della sua città natale e si interessa alla musica, si iscrive poi all’istituto tecnico per geometri di Bolzano. Già a quindici/sedici anni impara a suonare la chitarra e sogna di fare il musicista. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta gira l’Europa facendo parte di diverse band con le quali si esibisce negli alberghi, la più famosa è “The Happy Trio” con cui ha l’opportunità di esibirsi al London’s Savoy Hotel, mentre a Sankt Moritz condivide il piano con John Lennon dalla cui stanza lo sente cantare e comporre musica.

La vera svolta è nel 1964, Giorgio Moroder ha 24 anni quando Robert Moog inventa il sintetizzatore analogico, Il Moog Modular, l’invenzione cambia il modo di produrre la musica. Consente infatti di riprodurre una gamma di suoni ampissima, praticamente infinita per gli standard dell’epoca, e per questo diventa lo strumento preferito dai musicisti più innovativi e visionari. Moroder ne rimane subito affascinato ed è uno dei primi ad adottarlo in fase di composizione. Nel 1967 decide di trasferirsi a Berlino senza intraprendere altri tour con gruppi musicali, ospite di una zia inizia a lavorare come tecnico audio ma dopo due mesi lo lascia per fare il compositore. I primi successi li ottiene creando musica per altri artisti come Ricky Shayne e Mary Ross. Successivamente produce il suo primo album, ancora nel segno del pop/rock, “That’s Bubble Gum-That’s Giorgio”. Il disco contiene hit come: “Looky, Looky”, “Mendocino” o “Yummy Yummy Yummy”

E’ subito un grande successo, in Germania nel 1969, con un paio di singoli che funzionano bene in radio e che vendono parecchio. L’album d’esordio lo porta a collaborare con alcuni artisti importanti da classifica e a fare qualche esibizione in discoteca. Moroder riceve l’attenzione che basta per convincerlo che la musica è davvero la sua strada, inizia da qui la sua vera carriera.

Nel 1971 lascia Berlino per trasferirsi a Monaco di Baviera dove apre il suo primo studio di registrazione: l’Arabella House conosciuto anche come Musicland Studios. Inizia a sperimentare le potenzialità dei suoi sintetizzatori modulari, produce “Son of My Father” scritto in collaborazione con la band inglese Chicory Tip, nel 1972 raggiunge la prima posizione nella classifica dei singoli più venduti in Inghilterra e si posiziona nei primi posti delle classifiche in Germania.

È la prima volta che una canzone composta con un sintetizzatore raggiunge un tale successo. Inoltre l’ambiente musicale tedesco è particolarmente fertile, perché Moroder può confrontarsi con altri musicisti affascinati dalle nuove possibilità degli strumenti analogici. Giorgio è un maniaco del suono, spende tutti i suoi soldi in attrezzatura tecnologica, continua a sperimentare l’uso del sintetizzatore e introduce l’elettronica all’interno della musica pop. All’Arabella House di Monaco di Baviera band inglesi come Rolling Stones, Queen e i T-Rex di Marc Bolan troveranno la qualità e l’innovazione che cercano. In quegli anni si sposta anche negli Stati Uniti per farsi conoscere e insieme al suo socio Pete Bellotte produce in America l’album “Son of My Father” pubblicato con l’etichetta ABC/Dunhill Records e attribuito al solo Moroder. Pubblicano l’album nella speranza di essere notati da qualche artista, il disco include una serie di collaborazioni con Donna Summer destinate a rivelarsi molto influenti.

Nel ’74 Giorgio instaura un sodalizio artistico con la cantante statunitense che vive in Germania, dove lavora in alcuni musical teatrali, si innamora della sua voce sensuale. Nel suo studio di Monaco di Baviera insieme a Pete Bellotte produce l’album “Lady of the Night” il primo disco di Donna Summer in cui Moroder affina la sua conoscenza del genere pop, il disco ottiene un buon riscontro di pubblico. Dopo aver registrato altre varie demo con la cantante, come “The Hostage” brano poi pubblicato nello stesso anno, c’e n’è uno particolarmente interessante, ispirato a “Je t’aime… moi non plus” di Serge Gainsbourg e Jane Birkin. Affascinato dalla sensualità e dalla provocazione di quel brano, Moroder invita Donna Summer a rimanere in studio sola, al buio e sdraiata per terra, in modo da potersi lasciare completamente andare per realizzare una traccia dalla carica erotica, dove simula diversi orgasmi. Dopo varie trattative con la cantante, preoccupata dalle reazioni della sua famiglia molto religiosa, accetta la proposta del produttore. Il brano “Love to Love You Baby” esce nel novembre 1975, la canzone di 16 minuti in cui vi sono i 23 orgasmi viene nettamente censurata dalle radio. Nelle discoteche invece il pezzo è un successo clamoroso. Il disco va al numero uno praticamente ovunque, vendendo oltre tre milioni di copie.

Nel 1977 esce un altro successone, la coppia Moroder-Summer produce quella che è considerata come una delle canzoni più influenti della storia della musica. È costruita intorno ad un loop di quattro battute che si ripete all’infinito, seguendo una ritmica in quattro/quarti che diventerà la costante di tutte le canzoni dance da qui in avanti. Usando soltanto il sintetizzatore per comporre la parte musicale manipolata all’infinito, Moroder crea una delle canzoni più famose e importanti della storia della musica: “I Feel Love”.

Con “I Fell Love” Moroder apre la strada e il definitivo successo alla Disco Music….

Siete curiosi di sapere come proseguirà il percorso artistico di Giorgio Moroder ? leggete la seconda parte della sua carriera. Diteci poi che ne pensate.

1 commento su “Giorgio Moroder, l’italiano che inventò la disco music (parte 1)”

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