David Crosby – For Free

Per certi versi, For Free suona come il culmine del periodo viola di fine carriera di David Crosby. Lavorando ancora una volta con James Raymond – suo figlio, che si è rivelato un produttore insolitamente empatico e intuitivo – Crosby scava un territorio simile a quello dei dischi che ha pubblicato dopo Croz del 2014, ma For Free contiene una sua vibrazione distintiva. È più liscio, per esempio, senza la foschia crepuscolare di Lighthouse così come l’avventura a gambe sciolte di Here If You Listen, il disco del 2018 che ha fatto in concerto con Michael League, Becca Stevens e Michelle Willis degli Snarky Puppy. La scivolosità ricorda i giorni di gloria del soft rock pre-MTV, una connessione sottolineata da due ospiti chiave: Michael McDonald e Donald Fagen, che contribuiscono entrambi con canzoni che ricordano il loro stile. McDonald presta la sua firma armonica a “River Rise” mentre Fagen offre “Rodriguez for a Night”, una canzone che suona come se fosse stata scavata dalle sessioni di Gaucho. Queste, insieme alla cover di Joni Mitchell che dà il titolo all’album, ancorano “For Free”, permettendo a Crosby di rilassarsi in riflessivi groove jazz-funk che gli danno molto spazio per armonizzare e riflettere. I ritmi agili e le superfici calde danno a For Free un’attraente vivacità, mentre mettono la tranquilla coda di “Shot at Me” e “I Won’t Stay for Long” in netto rilievo. Qui, Crosby accenna alle sue origini più folcloristiche senza rinunciare all’elasticità musicale che caratterizza il resto di For Free, un’espansione che serve a ricordare gentilmente che Crosby è nel mezzo della più lunga esplosione di creatività sostenuta della sua intera carriera.

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