Subsonica, band pop/elettronica, famosa anche per il progetto “Discolabirinto”

Prosegue il nostro viaggio immaginario nelle regioni d’Italia, in Piemonte. Nel panorama della musica alternativa di Torino su distingue la storica band dei Subsonica. Il gruppo è nato 1996 dall’incontro di Samuel (vocalist), C-Max (chitarra), Boosta (tastiere e programmazioni), Ninja (batteria) e Pierfunk (basso). Cresciuti nella realtà dei centri sociali sono diventati in breve tempo una delle band italiane più apprezzate di sempre. Partendo dal genere indie creano contaminazioni tra i generi hip-hop, rock ed electro-dance, un mix unico che li porta al successo. Nel 1998 andranno subito in tour in tutta Italia con circa 150 live da gennaio ad ottobre. Sono diventati famosi soprattutto grazie al loro secondo singolo “Microchip emozionale” con brani come “Liberi tutti”, “Aurora sogna” o “Discolabirinto”. Altri brani famosi sono “Tutti i miei sbagli”, “Nuova ossessione” o “Istrice”.Oggi vogliamo proporre il racconto del brano “Discolabirinto”, nato dalla collaborazione con i Bluvertigo che danno vita ad un esperimento musicale davvero originale.Il brano “Discolabirinto”, contenuto all’interno del disco dei Subsonica “Microchip Emozionale” del 1999 tra l’altro presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo la rivista Rolling Stone Italia, è il miglior brano dell’album, ma non solo.E’ un esperimento musicale creato dalle due band, scritto da Morgan (Bluvertigo) e arrangiato dai Subsonica. Il brano è un oscuro viaggio pulsante e ipnotico, è ricordato soprattutto per il video originale e ambizioso che lo accompagnava, studiato per rendere accessibili i suoni alle persone con disabilità uditiva. Il concept di Discolabirinto è spiegato con il linguaggio dei segni nella intro iniziale, che mostra come la fruizione della canzone passi attraverso l’assegnazione di un ruolo “visivo” a ogni strumento, nel tentativo di comunicare le sensazioni sonore anche a chi non può percepirle. Il mix tra le vibrazioni visuali e la coreografia del linguaggio dei segni doveva permettere “l’ascolto” di Discolabirinto anche a zero volume. Ed è proprio “Zerovolume” il nome del progetto artistico su cui si fonda l’idea e che mostra i musicisti nel video vestiti con camici bianchi, in modo da far risaltare lo spirito sperimentale dietro la clip. In questo modo il video poteva essere visto (e apprezzato) anche da chi non poteva sentire la canzone. E intanto la canzone aveva un proprio testo indipendente, che furbescamente sembrava dire tutt’altra cosa. Come dice il medico che presenta il progetto all’inizio del video, “il testo della canzone, tradotto in linguaggio dei segni, è leggermente diverso dall’originale”. Leggermente.Il progetto (realizzato anche grazie alla collaborazione attiva dell’Istituto dei Sordi di Torino) ha permesso ai Subsonica e ai Bluvertigo di spingere oltre i limiti del media utilizzato e di partecipare a qualcosa di straordinario nel panorama dei video musicali. E’ un progetto artistico senza precedenti, coinvolge il campo sociale, con interesse scientifico e culturale, è il primo prodotto del genere mai sviluppato al mondo e segnerà un nuovo standard multimediale

Edit By Enrico

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