Luigi Tenco, il cantautore maledetto

Il nome di Luigi Tenco è avvolto nel mistero, da quella tragica serata nei giorni del Festival di Sanremo del 1967. Tenco aveva solamente 29 anni quando si tolse la vita, con un colpo di pistola alla tempia destra nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo nella notte tra il 26 e il 27 gennaio, durante le giornate del Festival.“ Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita.

” Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io, tu e le rose” in finale e una commissione che seleziona “La Rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi “

Si chiuse in maniera tragica e oscura, anche per l’inchiesta pasticciata sulla sua morte, la controversa parabola di uno dei cantautori più emblematici degli anni Sessanta.Preferiamo citare subito la sua morte per ricordare Luigi Tenco quand’era in vita.Genovese d’adozione, è in realtà di origini piemontesi, nato a Cassine in Provincia di Alessandria da una relazione extraconiugale della madre nel 1938, Luigi scoprirà che Giuseppe Tenco non è il suo vero padre, notizia che lo sconvolge e che causa l’allontanamento dai nonni Tenco.Dieci anni più tardi con la madre si trasferì in Liguria, a Genova, la passione per la musica incomincerà negli anni del Liceo. Sul finire degli studi al Liceo Scientifico infatti prese lezioni private dalla sua insegnante Sandra Novelli, dalla quale prenderà addirittura domicilio. Sarà lei ad introdurlo al pianoforte, che risulterà essere una passione inaspettata e un’attitudine naturale. Oltre al pianoforte Tenco comincerà a suonare ed esercitarsi, come autodidatta, in chitarra, clarinetto e sassofono. Appartenente alla cosidetta “scuola genovese”, sul finire degli anni 50 suonò con artisti come Fabrizio de Andrè, Bruno Lauzi, Gino Paoli, con i quali aveva un rapporto di particolare amicizia. Trasferitosi a Milano riuscì a ottenere un contratto discografico con la “Dischi Ricordi” lavorando prima come arrangiatore e poi anche come cantante, suonando nello storico locale milanese “Santa Tecla Club” e formando il gruppo “I Cavalieri” del quale facevano parte Gian Franco Reverberi, Paolo Tomelleri, Enzo Jannacci e Nando de Luca. Ricordiamo anche la partecipazione alla tournée in Germania, in compagnia di Giorgio Gaber e Adriano Celentano. Il primo 33 giri di Tenco uscì nel 1962 conteneva successi quali “Mi sono innamorato di te” e “Angela”, ma anche “Cara maestra”.Diviso tra Genova e Milano, il giovane Tenco si trasferì infine a Roma, dove firmò un contratto con la RCA Italiana. Nella capitale, inciderà brani come: “Lontano, lontano”, “Uno di questi giorni ti sposerò”, “E se ci diranno”, “Ognuno è libero”.A Roma conobbe la cantante italo-francese Dalida, con la quale ebbe una relazione sentimentale.La stessa Dalida con cui cantò a quel Festival di Sanremo del 1967, con la canzone “Ciao amore ciao”, cantata come si usava a quel tempo, da due artisti separatamente.Possiamo dirlo, Luigi Tenco fa parte della categoria dei Cantautori “maledetti”. Ha portato una rivoluzione culturale e sociale nella musica tradizionale italiana, trattando tematiche all’epoca all’avanguardia quali: il sentimento umano, l’amore sotto le sue molteplici prospettive, le esperienze esistenziali, fino alla critica sociale come la politica, l’ideologia, i diritti della donna, la guerra e i temi dell’emarginazione.Con la sua morte ha lasciato un vuoto artistico incolmabile.

Edit By Enrico

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