Fabrizio Simoncioni con Adriano Gasperetti – Sulle mie tracce

Una vita vissuta due volte. Perché c’è un prima e un dopo nella storia di Fabrizio Simoncioni, per tutti solo “Simoncia”, musicista e cantante prima, poi apprezzatissimo sound engineer, un talento del mixer, scelto da artisti italiani e internazionali per la realizzazione dei propri album. È il 1984, non ha neanche venti anni, quando è vittima di un gravissimo incidente che lo costringe a uno stop forzato nella carriera artistica, ma questo non gli impedisce di restare nel campo musicale in qualità di ingegnere del suono. È proprio dal letto d’ospedale, durante il ricovero, che inizia a studiare fisica, acustica e le altre materie necessarie per svolgere questa professione. La sua carriera passa attraverso collaborazioni illustri, con i più famosi artisti italiani: da Ligabue ai Litfiba, da Edoardo Bennato a Gianluca Grignani, ai Negrita, Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Gianna Nannini. Mette lo zampino, anzi il mixer, pure in uno dei singoli più venduti degli anni Novanta, “Il mio nome è mai più”. Ah, e c’è pure una nomination ai Latin Grammy con artisti d’oltreoceano…

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