Patty Pravo, la ragazza del Piper

Continua il nostro viaggio nell’Italia della musica, siamo sempre in veneto. Oggi parliamo di una donna carismatica e affascinante, ha attraversato più di cinquant’anni di musica leggera italiana, cambiando negli anni la sua immagine ma mantenendo sempre la sua personalità unica. Stiamo parlando di Patty Pravo, cantante e musicista.

Classe 1948, Nicoletta Strambelli il suo vero nome, nasce a Venezia in una famiglia di umili origini: il padre Aldo Strambelli era motoscafista, mentre la madre Bruna Caporin casalinga. Trascorre i primi anni dell’adolescenza a Venezia, a Santa Marta nella casa dei nonni a cui i genitori che abitano a Mestre la affidano. A Venezia cresce in un ambiente intellettuale grazie alle conoscenze di famiglia, tra cui il Cardinale Angelo Giuseppe Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII) e il Poeta statunitense Ezra Pound.

Fin da piccolissima studia danza e pianoforte presso il Teatro la Fenice di Venezia; all’età di dieci anni entra al Conservatorio Benedetto Marcello, seguendo per quattro anni anche un corso di direzione d’orchestra. 

Dopo la morte del nonno, si trasferisce a Londra ma si stabilisce ben presto a Roma, dove si esibisce da ballerina nel famoso Club Piper, celebre locale notturno della capitale.

Il proprietario, l’avvocato Alberigo Crocetta la scopre durante una serata al Club presentandola ai produttori della casa discografica RCA. Patty Pravo verrà soprannominata “La ragazza del Piper”. La scelta del cognome d’arte Pravo, viene fatta dalla cantante in riferimento all’Inferno dantesco (“guai a voi anime prave”, cioè malvagie).

Nel 1967 pubblicò il suo primo singolo, “Ragazzo Triste”, la canzone divenne immediatamente un enorme successo e Nicoletta, che da ora in poi si presenterà con il nome d’arte Patty Pravo, divenne subito il simbolo femminile della scena beat italiana, grazie alla sua voce possente e provocante e, ancor di più, a causa del suo fascino androgino. Altri brani celebri all’inizio della sua carriera sono “Qui e la” e “Se perdo te” quest’ultima diventerà un classico del suo repertorio. Alla stampa rilascia interviste molto provocatorie per quegli anni, esprimendosi a favore dell’aborto, del divorzio, della piena libertà sessuale per le donne come per gli uomini.

Il suo successo viene confermato l’anno successivo con l’uscita di “La Bambola”, brano che in realtà non le è mai piaciuto perché la costringeva a immedesimarsi in uno stereotipo di donna completamente dipendente dal suo uomo. Sarà uno dei brani di maggior successo del decennio che venderà subito 9 milioni di copie posizionandosi prima in classifica, oltre che in Italia, in Spagna, Giappone, Francia, Germania e Sud America. 

Nel 1968 pubblica con l’etichetta ARC (parte di RCA), il suo album di debutto intitolato Patty Pravo che contiene i suoi primi celebri successi, già sopracitati, più altri brani pubblicati su 45 giri e altre versioni di brani celebri (“Yesterday” e “With a Little Help from My Friends” dei Beatles)

E’ Patty Pravo mania, i giovani la seguono, la imitano anche nel look, ne fanno il loro manifesto di vita. Negli anni in cui i protagonisti della musica leggera partecipano alle manifestazioni canore per lanciare i propri dischi, lei propone le sue canzoni direttamente al pubblico, dimostrando già di saper fare scelte ben precise, fuori dai canoni di quegli anni. Spiazza tutti facendo tournée in cui canta e balla, portando avanti spettacoli alternativi. I migliori successi degli anni 70 sono “Pazza idea” brano dell’omonimo album che ottiene un successo internazionale; vengono pubblicate versioni in lingua inglese, spagnola e tedesca. Seguono spettacoli, partecipazioni televisive e tournée anche in Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Australia e Giappone nei quali Patty ottiene sempre un grande successo. 

Altro brano di grande successo è “Pensiero stupendo” del 1997.

Negli anni 80 la Strambelli si trasferisce negli USA, pressata dai continui attacchi della stampa scandalistica sul piano personale e riguardo la sua vita sentimentale, iniziati già da alcuni anni. Lascia l’Italia per un periodo di vita e di ricerca musicale in California

Nel 1984 torna sulla scena italiana al Festival di Sanremo, dopo 14 anni (la sua prima volta era nel 1970) partecipa al Festival anche nel 87. Quando ormai media la davano per finita e sepolta dagli scandali si dovranno ricredere.

Durante un viaggio di piacere nel 1994, conquista anche la Cina. Al suo ritorno in Italia è un successo e incide l’ album “Ideogrammi”, un disco di classe molto apprezzato dalla critica, che ha per lei sempre più parole di stima. Nel 1996, Patty fa un warm up tour nei principali club italiani, tra cui il Piper di Roma. Con sold out e standing ovation ogni sera.

Nel 1997 con il brano che porta alla sua 5^ presenza al Festival di Sanremo “E dimmi che non vuoi morire”, ottiene un grande successo di pubblico, critica e premi. L’album che la contiene vende 350 mila copie e Patty organizza una tournèe cantando tutte le sue canzoni più celebri e facendo 120 concerti in un anno. 

Dagli anni 2000 in poi Patty Pravo ha una maturità artistica che gli permette di fare ciò che vuole sul palco, vero animale da palcoscenico come si suon dire, solare, bella e in possesso di una grande voce, in grado di passare indifferentemente nello stesso concerto dal pop al rock. 

Negli anni hanno scritto per lei i migliori cantautori di sempre: Lucio Battisti, Paolo Conte, Francesco Guccini, Gino Paoli, Ivano Fossati, Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Bruno Lauzi. 

Per molti resterà per sempre la ragazza del Piper ma rimane una vera Icona della musica italiana nel mondo.

Edit By Enrico

1 commento su “Patty Pravo, la ragazza del Piper”

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