Venerdì in VINTAGE con DJ Angelino

Buongiorno a tutti e ben venuti nel mio angolo Vintage del Venerdì oggi parlerò di tre grandi della musica i primi sono i Modern Talking

principi del pop tedesco degli anni ’80. Tra il 1984 e il 1987, le loro hits “You’re My Heart, You’re My Soul”, “Cheri Cheri Lady” o “Brother Louie” hanno riscosso un enorme successo in Europa oltre che in patria: oltre 60 milioni di dischi venduti per un pop elettronico di immediato consumo e (volutamente) pochissima personalità. Bohlen, giovane professionista della musica, autore e produttore, e Anders, vivace performer di quasi dieci anni più giovane, finirono tuttavia col litigare e sciogliere il sodalizio nel 1988. Nel 1998 la coppia si è riformata per “Back for good – The Seventh album”, che aggiunge qualche inedito a una raccolta di brani remixati e aggiornati secondo i dettami della dance.

Cerrone


Jean-Marc Cerrone è uno dei producer più influenti della disco music made in Europe, superato forse solo da Giorgio Moroder. Personaggio vulcanico e poliedrico, Cerrone nasce a Parigi nel 1952 da padre romano, fuggito dall’Italia durante il fascimo. Ha solo dodici anni quando inizia a suonare la batteria e ad ascoltare il rhythm and blues di Otis Redding. La sua passione per la musica spaventa i genitori che cercano di distoglierlo da questa ossessione. Alla fine degli anni ’60, affascinato da Chicago, Blood Sweat and Tears, Cream, Hendrix e Santana, Cerrone decide di fuggire dalla carriera tradizionale prospettata dal padre e di immergersi completamente nella musica. Non ha ancora 17 anni quando convince Gilbert Trigano a ingaggiare rock band per i suoi club vacanze i Club Med. In breve tempo Cerrone diventa talent scout e A&R (artist and repertoire) di 40 Club Med nel mondo. I Kongas, la sua band, si esibiscono con regolarità sulla riviera francese, al mitico Papagayo Club di St.Tropez. Eddie Barclay ama quegli spettacoli e decide di produrre Cerrone per la sua prima hit, “Boom”.I Kongas diventano troppo mainstream per lui, che registra per conto proprio “Love In C Minor”, un brano molto in anticipo sui tempi, con una bass-line che si avvicina molto alla non ancora nata disco dance, ma che viene rifiutato da tutte le etichette. Tuttavia Cerrone decide di produrre e vendere il disco nei negozi, affidandosi al passaparola degli amici. A Londra riesce a stipulare un contratto con Island Records per stampare 5000 copie del disco, che riceve inaspettatamente un successo enorme. Cerrone va negli Stati Uniti e la versione e la versione originale di “Love In C Minor” viene prodotta dalla leggendaria Atlantic Records, e diventa una hit con 3 milioni di copie vendute e scala le classifiche

Santana

Carlos Augusto Alves Santana (Autlán de Navarro, 20 luglio 1947) è un chitarrista messicano.

Ha cominciato a riscuotere consensi tra gli anni settanta ed ottanta con il suo gruppo chiamato semplicemente Santana. Già allora mescolava vari generi quali salsarock classicoblues fusion. Allora come oggi usava in modo estensivo i suoi assoli di chitarra e si avvaleva anche di strumenti piú tradizionali del suo paese. In seguito ha continuato a sperimentare questa formula tra alterne fortune.Nel corso degli anni novanta ottenne un notevole successo con l’abum del 1999 intitolato Supernatural. Grazie a questo lavoro, il piú importante successo della sua carriera, ha fatto conoscere la sua filosofia musicale alle nuove generazioni. Ha venduto piú di 80 milioni di dischi ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti. Santana è nato ad Autlán de Navarro, in Messico, da una famiglia di musicisti (il padre José era un violinista mariachi). Anche lui si appassionò presto alla musica, iniziando a suonare il violino all’età di cinque anni. Parecchi anni dopo la sua famiglia si trasferì a Tijuana, e lì Santana cominciò a suonare la chitarra, lo strumento che presto lo avrebbe reso celebre. Si ispirò ad altri famosi chitarristi come John Lee Hooker, T. Bone Walker e B.B. King, che ascoltava dalle stazioni radio statunitensi al confine. Carlos iniziò ad aiutare la famiglia lavorando come lavapiatti, e crebbe appassionandosi alla musica della Bay Area, spesso andando di nascosto al Bill Graham’s Fillmore Auditorium ad ascoltare alcuni dei suoi musicisti preferiti. Alla fine del 1966, il chitarrista Tom Frazier intese mettere in piedi un gruppo rock. Così a lui si aggregarono Santana (voce e chitarra), Mike Carabello (percussioni), Rod Harper (batteria), Gus Rodriguez (basso) e il nativo di Seattle Gregg Rolie (voce ed organo), per formare la Santana Blues Band. Carlos ha sostenuto che solo lui e Rolie erano interessati seriamente alla musica, mentre gli altri erano intenti solo allo spettacolo e alle esibizioni dal vivo. Lo stesso Santana non era visto dagli altri come vero leader del gruppo, che pure portava il suo nome. Dopo qualche tempo il nome del gruppo si ridusse semplicemente a “Santana”. Allora nella sua lineup c’erano Carlos, Rolie, il bassista David Brown, il batterista Bob ‘Doc’ Livingston e il percussionista Marcus Malone. Nella sua carriera Carlos Santana ha utilizzato un gran numero di chitarre differenti. A Woodstock usava una Gibson SG Special (il famoso diavoletto per noi italiani)(con pick up P90) sucessivamente passa alla Gibson SG Standard e alla più classica Les Paul nelle sue molteplici varianti, incide Borboletta con una Gibson L6 e nel 1976 inizia la sua collaborazione con YAMAHA che durerà fino alla metà degli anni 80 e usa un modello personalizzato della SG 2000. Dal 1982 collabora con Paul Reed Smith e usa quasi esclusivamente sue chitarre. Per un periodo (a metà degli anni 80) ha usato frequentemente in concerto anche una splendida Fender Stratocaster anni 60. A partire dagli anni ottanta ha cominciato ad usare stabilmente le chitarre Paul Reed Smith

e per finire vi voglio proporvi un bel pezzo degli IMAGINATION Buonascolto

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