London Grammar

Su “Californian Soil”, la cantante Hannah Reid prende le redini come leader e visionaria della London Grammar, offrendo un’impostazione sicura, dinamica e femminista che è il migliore album del trio inglese fino ad oggi. Arrivato quattro anni dopo il loro ultimo sforzo in classifica, l’album non è un enorme allontanamento dal marchio del gruppo di pop e soul, ma con il nuovo focus sonoro e tematico, i risultati sono più luminosi, epici e abbastanza sorprendenti. Supportato dai suoi compagni di band Dan Rothman e Dot Major, Reid suona libera e piena di fiducia, esponendo le sue emozioni con vulnerabile consapevolezza di sé e spingendo la sua voce agli estremi angelici che evocano predecessori come Dido ed Elizabeth Fraser. Gli echi di quest’ultimo sono evidenti fin dall’inizio, poiché “Californian Soil” suona come una versione 2021 di “Teardrop” dei Massive Attack. Lo spirito folk elettronico di Dido attraversa brani come “Missing”, lo scintillante groover “Baby It’s You” e lo straordinario “Lose Your Head”, che cavalca le sue influenze beat lungo la sorprendente voce stratificata della Reid. Nel pulsante “Lord It’s a Feeling”, Reid elabora il cuore spezzato attraverso la catarsi lirica prima che una profonda e minacciosa rottura del battito tocchi il dolore ancora più in profondità. L’inno di rottura “How Does It Feel” estende quel sentimento, un bel bacio che è il momento pop più chiaro dei Californian Soil. “All My Love” trae potere dal delicato supporto del pianoforte e dalle note angeliche di Reid, un highlight che induce brividi e che potrebbe riempire una cattedrale. Nel complesso, questo viaggio meditativo lenisce e nutre, trasformando il cuore infranto e il dolore in un’opportunità di crescita, sostenuto da alcuni dei migliori risultati di produzione che il trio abbia mai concepito. Californian Soil è uno standout nel catalogo della London Grammar e un significativo passo avanti nella maturità artistica del trio.

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