F.U.n.F. di Giovanni Gagliano.

La presenza di Mr. Jack, il Boss di WANIKIYA RECORD, a ZeroPuntoZeroMHz, è sempre portatrice di ottime notizie.

Nel suo team di artisti, oggi ha deciso di presentarci un grande cantante e polistrumentista, conosciuto e apprezzato nello scenario inglese, ma che ha tutte le carte in regola per sbancare anche in Italia.

Stiamo parlando di Giovanni Gagliano che dopo quasi 20 anni di esperienza in band sia in Italia che nel Regno Unito (White Shadows, Mastif, Hagstone sono alcune tra le band) in veste di cantante, si è messo alla prova pubblicando il suo primo album solista, totalmente autoprodotto e suonato dall’artista, chiamato Peace & Revenge, nel 2014.

Il risultato dell’album ed il processo creativo è stato strepitoso e motivo di orgoglio, tanto che è stato il suo trampolino di lancio per intraprendere la carriera da solista, pubblicando altri 6 album, l’ultimo dei quali si chiama F.u.n.f, uscito nel corso del 2021.

Le canzoni dei dischi sono state portate in sede live in lungo e in largo nella scena londinese, ottenendo sempre più grandi consensi dalla critica e dal pubblico.

Oggi andremo a conoscere la sua ultima fatica F.U.n.F. (2021)

In una scorsa auto-recensione, ha spiegato ai suoi fans quello che è il contenuto del suo ultimo progetto e lo ha descritto in maniera talmente coinvolgente, che ci ha fatto venire la curiosità di ascoltarlo subito.

E’ un progetto di 12 tracce cantate il lingua inglese, che per l’artista, data la sua lunga esperienza in terra anglosassone, non sembra essere stato un problema; al contrario, dato il genere musicale, è stata una scelta azzaccata.

In questo caso, ha voluto fare un album piú “quadrato” rispetto alla follia dell’album precedente e il risultato loha soddisfatto talmente tanto da dire che é uno degli album preferiti della sua discografia.

Riguardo la copertina, l’artista ha raccontato che stavo perdendo l’intera giornata a guardare foto con qualcosa che riguardasse finestre, davanzali etc, ma gli é capitata davanti questa e ha virato senza pensarci su due volte e senza neanche sapere troppo il perché.

Ma veniamo alla spiegazione delle tracce.

1) The ballad of a frustrated drummer

Lo scorso album che era senza un secondo di batteria pur essendo un disco Rock. All’inizio di quest’album il batterista era davvero impaziente di suonare. Troppo… e alla fine questo troppo…. Ha preso il sopravvento.

2) Take me home

Inizio energico del disco con una canzone molto nel suo stile e l’unica qui con l’accordatura mezzo tono sotto. Non brilla per originalitá (rispetto al suo catalogo) ma è molto gradevole da ascoltare ed é una buona opener, impreziosita da un grande solo di Fabio Battaglia nel finale.

3) F.U.n.F.

Il titolo completo sarebbe stato molto aggressivo, quindi ha usato il vecchio metodo dell’acronimo. E’ un pezzo Punk incazzato contro chi si permette di giudicare la vita e le scelte altrui stando seduto dietro ai social, pur non avendo combinato una mazza nella propria vita e non rischiando mai niente. Soprattutto in questo periodo di Lockdown, il numero si é moltiplicato. La canzone é una delle preferite del disco e dell’intero catalogo, cantato molto bene. Giacomo Minelli (giá presente nel secondo e terzo disco) ci ha registrato un bel solo.

4) Don’t blame me

La prima canzone del disco che gli é spuntata in testa all’alba e che gli ha dato l’input di ritornare a registrare. Ci ha messo un po’ a farla quadrare (fino all’ultimo ha cambiato drasticamente tutti i suoni di chitarra) ma è riuscita molto bene. L’argomento é grosso modo quello del brano precedente (é quasi un concept album, in questo senso).

5) It would be nice

Un cliché del mondo Rock é quello di scrivere un brano menzionando tutti i posti o le esperienze quando si va in tour e si gira il mondo. In questa l’artista ci dice che è a casa a cantare accanto al suo cane. Sia perché ancora non fa tour mondiali sia perché, anche volendo, non si puó viaggiare a causa del lockdown. Dopo i ritornelli si sente davvero il suo cane.

6) Take it and go

Power ballad anni ’90 che definisce tale sia per le sonoritá che per il testo (chi usa ancora la parola “baby”?) semi-esistanziale ma alla fine abbastanza canonica e che lo ha fatto penare parecchio per tanti piccoli dettagli.

7) Instrumming

Prima breve strumentale del disco. Gli é venuto in testa questo riff e l’ha registrato. In genere gli viene sempre un’idea per una linea vocale, in questo caso no. O meglio, qualsiasi cosa ci metteva su, gli sembrava forzata. Forse perché il riff gli piaceva talmente tanto che non voleva sporcarlo con la sua voce. Le trame ulteriori di Fabio lo hanno convinto a lasciarla strumentale.

8) Fortune cookie

Tutte le bellissime chitarre di questa Fortune cookie sono create e suonate da Fabio Battaglia. La canzone é nata con l’idea di fare una canzone anni ’70. Non so se siano riusciti nell’impresa, ma a livello di produzione é una delle piú scarne che abbia fatto (a detta dell’autore) e il risultato lo ha soddisfatto decisamente. Il testo parla di una sua esperienza bizzarra.

9) It gets me through

Quella che lo ha fatto piú scervellare ma quella di cui è piú fiero dell’intero disco. C’é l’assolo di chitarra piú bello che abbia mai suonato e la linea vocale del ritornello che lo ha soddisfatto davvero tanto, cosí come per il testo, molto malinconico. Datele una chance.

10) Funkulator

L’altra strumentale del disco. Doveva essere un’altra cosa (una canzone con componenti della sua vecchia band) ma alla fine il progetto non é andato in porto e, cercando di fare qualcosa di particolare, ha trovato l’effetto di basso “funkulator” e non poteva non chiamarla cosí.

Atipica, sulla scia di Boh, di qualche disco fa.

11) No more pain (Heavy version)

Questa (forse) la conoscete giá. Prima di cominciare il disco precedente, Fabio Battaglia aveva registrato questa canzone sporchissima grunge che ha dovuto poi “ripulire” per inserirla nel contesto dell’album. Questa é grosso modo la versione originale, ricantata per l’occasione perché sono sparite le registrazioni della voce senza motivo.

12) Still content

Era da due dischi che provava a registrare questa canzone pop con questo giro di chitarra, ma niente. Stavolta si è messo di impegno e c’è riuscito. Forse un po’ fuori contesto ma il risultato finale è decisamente bello, tanto che è un buon modo (considerando il messaggio positivo) di chiudere l’album.

In conclusione, è un album dove riassume tutta l’esperienza musicale dell’artista, ottimo polistrumentista e ottima voce. La presenza di nomi importanti della musica è la ciliegina sulla torta di questo lavoro.

Alla base di tutto c’è un grande lavoro , curato nei dettagli e nella produzione, dove niente è stato lasciato al caso.

Ci auguriamo che possa diventare presto un “Big” della musica internazionale perchè ne ha davvero tutte le caratteristiche.

Oggi ascolteremo l’album F.U.n.F.

Buon ascolto da ZeroPuntoZeroMHz.

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