Daniele Groff, che fine ha fatto il cantante che ha portato il britpop in Italia ?

Nel panorama italiano della musica indipendente oggi parliamo di Daniele Groff, cantante meno noto al grande pubblico ma che ha creato innovazione portando in italia sonorità del genere britpop, direttamente da Londra. Ispirato da quello stile musicale ha creato contaminazione conquistando il pubblico di casa, tra metà anni novanta e inizi duemila. Ma oggi è scomparso dalla scena musicale italiana, che fine ha fatto?

Nato a Trento nel giugno del 1973 fin da bambino si appassiona alla musica. A sette anni suo padre lo iscrive al Conservatorio statale di Musica di Trento, avviandolo agli studi classici, dove si diploma in pianoforte. In seguito approfondisce la conoscenza dell’oboe e del violoncello, ottenendo il diploma inferiore in entrambi gli strumenti. Verso i quindici anni comincia a scoprire il genere pop e più precisamente il britpop, termine utilizzato per rappresentare gruppi pop/rock alteranativi inglesi degli anni 90. La sua nascita si riconduce al genere indie rock degli anni 80. Daniene si appassiona ai Beatles, agli Oasis, ai Blur e i Radiohead.

La passione per il brit-pop lo spinge all’età di diciannove anni a partire verso il Regno Unito con la sua moto. L’episodio scatenante del suo viaggio in moto attraverso l’Europa è stata la volontà di raggiungere l’allora ex fidanzata a Parigi, pur senza conoscerne l’indirizzo. Non avendola rintracciata il cantante continuerà il tour raggiungendo Londra. In Inghilterra conosce i componenti della band con cui nel 1998, grazie soprattutto alla conoscenza e collaborazione di Marco Patrignani (produttore e autore con Massimo Di Cataldo e Anna Oxa), produrrà tra Londra e Roma il suo primo album “Variato 22”. Il disco esce sotto l’etichetta indipendente Road House Music, in licenza BMG, con il brano “Daisy” vince l’edizione del 98 di Sanremo famosi, condotta da Max Pezzali e Alessia Merz.

Con il disco d’esordio ottiene altri importanti riconoscimenti: il brano “Lamerica” viene scelto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri italiana per la campagna sulla prevenzione dell’AIDS del 1999, con il brano “Adesso” partecipa al Festival di sanremo 1999 posizionandosi al 5° posto e il brano “Everyday” viene scelto da Leonardo Pieraccioni per il film “Il pesce innamorato”.

Davvero un buon successo per essere il suo primo disco, di talento ne ha da vendere. A due anni di distanza, nel 2001, esce il nuovo album “Bit” (RoadHouse/BMG), il suo secondo album è prodotto tra Los Angeles e Roma, vanta gli arrangiamenti d’archi di Wil Malone (già collaboratore di Madonna, The Verve, Richard Ashcroft, Skunk Anansie, Trevor Horn, Massive Attack). Tre i singoli estratti: l’hit radiofonica “If You Don’t Like It”, “Anna Julia”  con cui partecipa al Festivalbar 2001 e “Lory” prodotto con la collaborazione di Lucio Dalla, autore del testo.

Il terzo album di Groff esce nel 2004 dal titolo “Mi Accordo”, prodotto con l’etichetta discografica RoadHouse/Universal, contiene 11 brani (di cui cinque in inglese) e vanta una nuova importante collaborazione, quella di Renato Zero che collabora per il testo di “Pensa A Te” e affianca Daniele nell’esecuzione vocale del brano. Mentre Ii singolo “Sei Un Miracolo” estratto dall’album viene presentato al pubblico del 54° Festival di Sanremo, l’edizione del 2004. Il brano va direttamente Top 10 nelle playlists delle radio e porta Daniele ad esibirsi alla presenza del Papa Karol Wojtyla. 

In contemporanea con il suo tour 2004 in Italia Daniele Groff apre, con uno show di un’ora insieme alla sua band, gli spettacoli di Renato Zero negli stadi sold out di Roma Olimpico, Milano San Siro, Verona e Firenze per un totale di 300.000 spettatori. Ottiene un altro successo con il brano “Morning” (primo in lingua inglese) è vincitore negli Stati Uniti dei JPF 2006 Music Awards nella categoria Best Pop Song precedendo nella classifica artisti di calibro internazionale.

Durante la sua breve ma intensa carriera Daniele ha collaborato anche con diversi altri artisti italiani tra cui: Jovanotti, Irene Grandi, Max Pezzali, Piero Pelù, Edoardo Bennato, Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Eros Ramazzotti. L’album “Mi accordo” è stato il suo terzo e ultimo. Nel 2007 pubblica il singolo “Prendimi” scritto con Volker Hinkel, dei Fool’s Garden, come anteprima per un futuro quarto album in preparazione che non uscirà mai.

Ma perché Daniele Groff è scomparso dalla scena musicale italiana ? Noi di ZeroPuntoZero abbiamo indagato e ci spiace anche un po’ dire il motivo ma, negli anni in cui è uscito l’ultimo brano in collaborazione coi Fool’s Garden iniziarono cambiamenti epocali per l’industria della musica. Cominciavano a ingranare i talent, la musica si cominciava a scaricare, i dischi si vendevano molto meno e nonostante i produttori discografici di Groff lo rassicuravano sul futuro della sua carriera, lui ha creduto poco in se stesso e ha preferito prendersi una pausa a tempo indeterminato. Nel 2015 ha fatto un tentativo di ritorno con il singolo “Bellissima la verità” (supportato da alcuni amici romani produttori) ma si è reso conto che il modo di fruire la musica era ormai radicalmente cambiato.

L’allontanamento dal grande pubblico è il destino di diversi cantautori di fine anni novanta\inizio anni duemila come anche Luca Dirisio, Simone Tomassini o Paolo Meneguzzi hanno preso questa decisione. Dispiace vedere che un artista talentuoso come Daniele Groff decida di non rischiare e ritirarsi ma ognuno fa le sue scelte e nel bene o nel male vanno rispettate. E poi mai dire mai. Oggi il cantautore da Roma dove ha vissuto per tanti anni si è trasferito a Trento la sua città ntale, dove ha trascorso la sua giovinezza e ha studiato. Anche se l’offerta in termini di attività culturali sia molto meno variegata rispetto a quella della capitale è soddisfatto della sua scelta.

Potrebbe esserci il ritorno al grande pubblico per Daniele Groff ? Voi che ne pensate ? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti.

1 commento su “Daniele Groff, che fine ha fatto il cantante che ha portato il britpop in Italia ?”

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