“Che ridere Presidente” Riccardo Ruiu

Oggi a ZeroPuntoZeroMHz faremo la conoscenza di un giovane artista nato e cresciuto nella splendida Sardegna, che vuole “conquistare ” tutta la penisola con la sua bravura.

Il percorso musicale dell’artista Riccardo Ruiu inizia con l’esecuzione di cover italiane e straniere per poi evolvere lungo un percorso compositivo, che lo porta a comporre in proprio i suoi brani, ispirandosi alla canzone cantautorale nostrana.

Notevolmente influenzato dalle tematiche a sfondo sociale e di stampo romantico, le sue composizioni riflettono spesso questa ispirazione.

Nel 2009 collabora con la poetessa Jacqueline C. Miù (Uccelli blu, Joker man).

Nel 2010 pubblica il suo primo album “È l’amore“, che contiene brani interamente scritti e musicati da lui, in italiano, inglese e spagnolo.

Oltre al brano “È l’amore” che dà il titolo all’album e viene trasmesso in radiodiffusione, è da segnalare  il brano “I can’t sleep“, la prima versione in inglese di “No potho reposare“, un classico della musica tradizionale sarda.

Negli anni a seguire partecipa a diversi festival (da segnalare tra gli altri il “Tour Music Festival” presieduto da Mogol) dove viene apprezzata dalla critica la particolare sensibilità espressa nei testi.

Nel 2010 si trasferisce a Berlino dove negli anni a seguire si esibisce in diversi locali come solista.

Nel 2015 partecipa al Great American Song Contest, concorso internazionale per singer-songwriter.

Nel 2017 partecipa al John Lennon Songwriting Contest.

Nel 2019 partecipa al concorso per autori American Songwriter.

Nel 2020 partecipa al concorso “Targa Tenco” e al “Premio Andrea Parodi” con il brano in sardo “Su munnu est gai”.

Nel 2020 pubblica il singolo “Che ridere Presidente

Nel 2021 pubblica il singolo in lingua sarda “Bella as a torrare”, attraverso il quale lancia un progetto solidale a supporto della città di Bitti, colpita da un’alluvione.

Nel 2021 riceve un’importante menzione di merito al “Premio Internazionale CET Scuola Autori di Mogol” per il testo della canzone “Senza te” contenuta nel suo album d’esordio “È l’amore”.

Ultimamente affianca la carriera cantautorale a quella autorale proponendo i suoi lavori ad artisti già affermati del panorama musicale italiano.

Che ridere Presidente” è un brano parla dei problemi dell’Italia attuale presentati in maniera ironica e sarcastica.

La canzone si presenta giocosa e divertente ma con doppi sensi sottili e irriverenti che riflettono una denuncia e una critica tagliente alle problematiche sociali e politiche del Paese.

Nel mese di luglio è uscito su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Riccardo Ruiu “Che ridere Presidente”, brano pop che si avvale degli arrangiamenti del musicista nuorese Stefano Ferrari.

La genesi del brano risiede nella volontà di evidenziare e denunciare i malanni e le
incongruenze che affliggono la società attuale italiana a ogni livello, e già dal titolo si può intuire il suo contenuto fortemente ironico nonché sarcastico.

Sebbene a una prima lettura la canzone si presenti giocosa e sbarazzina, essa sottintende invece una critica aspra, a tratti caustica, alle suddette anomalie.

La figura e la carica simbolica del presidente rappresentano il referente politico
della critica dell’autore, con quest’ultimo che veste a sua volta le spoglie dell’italiano medio, ed è proprio in questo incontro-scontro di ruoli che si dipana la trama e la struttura trifasica della
canzone; si passa infatti da una fase iniziale di fiducia (…io le credo…come no!) a una intermedia dove questa viene meno (…lei mi crede…non lo so!), per finire con una postura finale di sfiducia nei confronti del rappresentante politico (…io le credo…forse no!).

La canzone è pertanto un susseguirsi di allusioni, doppi sensi e giochi di parole che sono un esplicito richiamo al ruolo di responsabilità dei politici in diversi ambiti, da quello sociale (…e pensavo a quanta povera gente che vive di scorte e di auto blu e a chi le scorte invece le ha finite e voglia di ridere non ne ha più..), a quello politico sulla questione dei migranti (…quest’Italia che ha perso in fretta la memoria e che vorrebbe cancellare con un gommone la propria storia…), a quello socio-economico riguardante il problema
dell’eccessiva tassazione in Italia (…ma non capisco signor Presidente chi paga le tasse ma è triste perché…forse ha bisogno di un po’ di evasione, quando lo Stato tiene tutto per sé?..).

La polemica presente nel brano assume poi i contorni di una critica acerba su altri temi di triste attualità (…abbiam bisogno di una vacanza, almeno un ponte che duri un po’, altrimenti prima o poi crolla, lo so…), (…son precario permanente, è tre notti che non dormo, ma un portaborse non ce l’ho…), mitigata solo in parte dal gioco linguistico.

Su YouTube è inoltre disponibile il video della canzone, girato interamente nell’altopiano di Bitti grazie al regista ittirese Pietro Mele.

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